Rischio di eventi cardiaci associati alla terapia con antidepressivi nei pazienti con sindrome del QT lungo


I pazienti con sindrome del QT lungo ( LQTS ) sono ad alto rischio di eventi cardiaci.
Molti pazienti con LQTS sono trattati con farmaci antidepressivi.
È stato esaminato il rischio specifico del genotipo LQTS di eventi aritmici ricorrenti ( CAE ) associati alla terapia con antidepressivi.

Lo studio ha incluso 59 pazienti LQT1 e 72 pazienti LQT2 dal Registro LQTS di Rochester ( Stati Uniti ) con prolungamento di QT corretto ( QTc ) e una storia di terapia con antidepressivi.
È stato stimato il rischio specifico del genotipo LQTS di eventi aritmici ricorrenti ( tachiaritmie ventricolari, arresto cardiaco abortito o morte cardiaca improvvisa ) associati agli antidepressivi dipendenti dal tempo.

Nello specifico, è stato esaminato il rischio associato a tutti gli antidepressivi, inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina ( SSRI ) e antidepressivi classificati nell'elenco CredibleMeds come condizionali o con rischio noto di torsioni di punta ( TdP ).

Dopo aggiustamento per la durata basale di QTc, sesso e utilizzo di beta-bloccante dipendenti dal tempo, c'è stato un aumentato rischio di recidive di eventi aritmici associati agli antiaritmici nei pazienti LQT1 ( hazard ratio, HR=3.67; P minore di 0.001 ) ma non nei pazienti LQT2 ( HR=0.89; P=0.716; interazione LQT1 vs LQT2, P minore di 0.001 ).

Allo stesso modo, i pazienti LQT1 che erano in trattamento con SSRI o antidpressivi con rischio noto di torsione di punta hanno presentato un rischio più elevato di eventi aritmici ricorrenti rispetto a quelli che non assumevano antidepressivi, mentre non vi è stata alcuna associazione nei pazienti LQT2.

Gli antidepressivi con rischio condizionale di torsione di punta non sono stati associati al rischio di eventi aritmici ricorrenti in nessuno dei gruppi.

In conclusione, il rischio di eventi aritmici ricorrenti associati agli antidepressivi dipendenti dal tempo è maggiore nei pazienti con LQT1 ma non nei pazienti con LQT2. ( Xagena2018 )

Wang M et al, Am J Cardiol 2018; 121: 182-187

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